Vediamo il costo reale di un capo sartoriale: ma è davvero così caro?

Vediamo il costo reale di un capo sartoriale: ma è davvero così caro?

Nel mondo della moda e dell’artigianato handmade, la produzione a filiera corta rappresenta un modello virtuoso capace di unire sostenibilità, eticità e valorizzazione delle maestranze locali.

Un aspetto cruciale della filiera corta nella moda è il costo reale di un capo d’abbigliamento.

A differenza della produzione industriale, che abbassa i costi sfruttando manodopera a basso costo e materiali economici, la filiera corta garantisce un prezzo equo per ogni fase della lavorazione.

Prendiamo ad esempio la confezione di un pantalone sartoriale in lana per un piccolo brand indipendente:

  • Materiale (lana filata localmente): 15-40€ al metro, a seconda della qualità e della lavorazione.

 

  • Tintura naturale o trattamenti ecologici: 10-20€ al kg, utilizzando processi a basso impatto ambientale.

 

  • Taglio e confezione artigianale: 30-60€ a capo, considerando il tempo impiegato da un sarto professionista per rifinire il capo a mano.

 

  • Accessori (bottoni in madreperla, fodera in cotone bio, zip metallica di qualità): 3-6 euro a capo


  • Costi di distribuzione e vendita diretta: 10€ a capo circa, comprensivi di packaging sostenibile, promozione e logistica di spedizione

A questi costi di produzione si devono aggiungere le spese fisse che un piccolo brand deve sostenere per operare sul mercato:

  • Partita IVA e tasse: una percentuale variabile che incide sul prezzo finale. Inoltre se il regime fiscale prevede l’iva (come ad esempio il mio) bisogna aggiungere anche il 22% di iva.

 

  • Affitto o gestione di un laboratorio e utenze: tra 200 e 1000€ al mese, a seconda della posizione e delle dimensioni.


  • Sito web e marketing: gestione di e-commerce, pubblicità e social media possono costare dai 50 ai 500€ mensili

 

Queste spese fisse si possono spalmare sui capi o sul prodotto artigianale in un modo molto semplice

A titolo esemplificativo possiamo sostenere, ad esempio, che un brand abbia circa

700 euro di spese fisse mensili (affitto, sito, social, utenze, comercialista etc), se vende 50 prodotti al mese faremo 700 euro diviso 50 e scopriamo che per ogni prodotto ci sono 14 euro di spese fisse.

Questo esempio non è esaustivo e ogni brand può avere spese fisse di natura molto diversa.

 

 

Infine, per garantire la sostenibilità del progetto, il brand deve applicare un margine di guadagno che tenga conto del valore del lavoro e della necessità di reinvestire nella crescita dell’attività.

Un pantalone in lana prodotto con questa filiera può avere un prezzo finale compreso tra 160 e 250€, un costo che riflette la qualità dei materiali, il tempo di lavorazione artigianale e la trasparenza dell’intero processo.

 

 

Il Valore Oltre il Prezzo

Comprendere il reale costo di un capo di abbigliamento a filiera corta significa andare oltre il semplice prezzo esposto sull’etichetta.

Sostenibilità, qualità e rispetto per chi produce i nostri vestiti sono fattori che spesso non vengono considerati nel fast fashion, ma che fanno la differenza in un acquisto consapevole.

Scegliere un prodotto realizzato con materie prime locali, lavorato da artigiani pagati equamente e privo di impatti ambientali devastanti significa investire in un’economia più etica e resiliente.

Se se qui in questa piccola community, la tua scelta è consapevole

 

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